Se non riesco, almeno c'ho provato

Stralci di Vita, Pensieri e Riflessioni sul Mondo di un'aspirante Dandy.
venerdì, 20 giugno 2008

Copriti che mi ecciti

A volte si è più sensuali vestiti, con un centimetro di pelle in libertà

Davanti a un quadro di Henry de Toulouse-Lautrec, una visitatrice esclamò scandalizzata: "Che vergogna. Una donna che si sveste in presenza di un uomo!". La sentì il pittore e subito precisò: "Guardi che non si sta spogliando: si sta vestendo". Vestirti e svestirsi rappresentano le due facce di una medaglia sospesa tra l'esibizionismo e la riservatezza, il candore e la sfacciataggine.
Nell'arte, un nudo maschile esprime potenza; uno femminile esprime sensualità. Nella vita, spogliarsi significa per tutti liberazione e seduzione.


Nudo? Siamo seri
Non scherziamo con il nudo! E' cosa troppo seria per essere presa sottogamba. Ricorrerò, dunque, a dotte citazioni, iniziando da quella summa sociologica cinquecentesca rappresentata dai Saggi di Michel de Montaigne.
Voi direte: ma cosa c'entra il filosofo francese con la felicità di spogliarsi? Ecco come. Il nobile Montaigne nacque nel 1553 in un castello presso Bordeaux, dove il padre fu sindaco. Educato "all'italiana" da genitori che conoscevano a fondo il nostro Paese, studiò, si sposò, divenne deputato e poi, a sua volta, sindaco di Bordeaux.
Girò mezza Europa per faccende diplomatiche e per cure termali, soffrendo sia di smanie politiche, sia di coliche renali. Morì a 59 anni, mentre ascoltava la messa, proprio al momento dell'elevazione.
Il suo nome è legato a un capolavoro, i Saggi: oltre mille pagine di riflessioni su tutto lo scibile umano: dalla tristezza delle passioni, dall'ozio alla gloria, dall'amicizia alla crudeltà, ma anche dai pronostici ai cannibali, dalle preghiere all'ubriachezza, dai pollici agli zoppi.

Da Montaigne alla spiaggia

Uno dei saggi è dedicato "all'uso di vestirsi". Perchè, si chiede Montaigne, alcuni popoli vanno completamente nudi? La cosa non può dipendere dal clima perchè, in molti casi, la temperatura dei Paesi in cui si va nudi è simile a quella in cui si va intabarrati. Del resto, noi che usiamo andare vestiti, lasciamo scoperte le parti più delicate come la bocca, il naso e le orecchie.
Se la natura ci avesse fatti per essere abbigliati, ci avrebbe dotati di penne come gli uccelli o di lana come le pecore. E se gli abiti servissero solo per coprire, perchè sarebbe tanta la differenza tra quelli di un ricco e di un povero, di un militare e di un prete? Montaigne ci lascia con questi interrogativi, senza darci risposte, ma sottintendendo che la maggioranza degli esseri umani si veste non per esigenze naturali ma per obblighi culturali.
A mio avviso la gente indossa abiti soprattutto per il piacere di spogliarsi. E più si è vestiti con indumenti abbondanti e ricercati, più intenso e sottile è il piacere di liberarsene. La nostra vita è tutta un coprirsi e svestirsi. Per convenienza, per comodità, per erotismo. Chi arriva a 80 anni, si è vestito e spogliato almeno 58.400 volte. Ma se il primo atto è considerato ovvio, quello di togliersi gli indumenti risponde a ragioni più complesse e intenzionali. Ci si spoglia per mettersi a letto e dormire senza l'intralcio degli abiti. Per fare la doccia. Per offrire il corpo allo sguardo e al tatto di altri, affinchè se lo godano in tutta la sua trionfante nudità.
Ci si spoglia privatamente tutto l'anno ma coralmente nelle spiagge d'estate.
Come per apprezzare la follia gaudiosa del carnevale, occorre il suo confronto con la tristezza lugrubre della quaresima; così, per apprezzare il nudo, occorre un corpo coperto da svelare.

Orli, sesso e madonne
Quando dico "spogliarsi" non intendo arrivare per forza al nudo integrale. Intendo quel sapiente dosaggio grazie al quale ogni centimetro di carne esibita finisce per rappresentare una sapiente concessione di chi mostra e un'ambita conquista di chi guarda.
Il sesso è l'orlo. E il desiderio dell'osservatore si appunta sul confine tra la parte coperta e la parte scoperta, in qualunque punto del corpo esse si trovino. Per dipingere la Madonna dei pellegrini conservata nella Chiesa di Sant'Agostino in Roma, Caravaggio si ispirò a una bella prostituta, con l'intento di restituircene tutta l'attrazione erotica. Per ottenere questo effetto blasfemo, il grande pittore fascia interamente il corpo della donna con un lungo abito scuro, ma lascia maliziosamente scoperto un candido, sensualissimo piede.
Il sesso è l'orlo tra l'abito e la carne. Perciò un corpo quasi del tutto nudo su una spiaggia estiva può essere meno erotizzante di un centimetro di carne rosa che balugina furtivo sotto la gonna di una signora che scende dal taxi.
Dunque, se volete che il vostro corpo seduca, copritelo!


Domenico De Masi

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postato da raffaelegreco alle ore 12:12 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: pensieri, riflessioni, stile, il dandy

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"Amo le sfide,ma odio quando il muro che ho davanti sembra insormontabile. Amo lottare per una giusta causa ma odio sentirmi solo in questo mio affanno. Amo le persone che mi amano e me lo dimostrano ogni giorno e le odio quando mi deludono lasciandomi solo".


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