Se non riesco, almeno c'ho provato

Stralci di Vita, Pensieri e Riflessioni sul Mondo di un'aspirante Dandy.
domenica, 31 agosto 2008

Nei miei tormenti in cerca d'altri.





**Trovata in rete










Immerso nei miei tormenti me ne sto

appoggiato con le guance grondanti di lacrime confuse

su mani enormi, pesanti.

Nella morsa del dubbio, col pensiero rapito da enigmi

resi granitici dal tempo in cerca di riposte.

Deciso, ma a volte inetto.

La paura di trovarmi solo, a proferire grintoso affanno mi blocca.

Un uomo può solo immaginare di soggiogare il fato da solo.

Non solo del mio verbo c'è bisogno, anche di altri c'è bisogno.

Può un sol'uomo cambiare il destino delle cose di questo mondo?

Non può. Convive con l'illusione di ciò, ma solo vive.

C'è bisogno d'altri, ora.


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categoria: pensieri, poesia, politica, riflessioni, vita

venerdì, 04 luglio 2008

Non ti conosco... Italia

A parlare sempre d'amore ci si appassiona troppo. A parlare sempre d'amore si passa per sognatori.
Uno sguardo a quest'italietta che non riconosco più, o meglio, che sto ancora qui a cercare di conoscere. L'Italietta che si addormenta e si risveglia sotto il sole cocente di luglio.
Dal Duomo al Colosseo ai Templi di Agrigento è l'italietta di quelli che arraffano tutto e di quelli che arrancano per avere almeno un briciolo di niente. La classica noiosa italietta dei se, dei ma: delle certezze di pochi e le paure di tanti.
Il paesino schiavo della sua immensa grandezza, un gigante millenario poco a poco incatenato al suolo da quegli orchi che si sparano in pancia gli ultimi brandelli di tossico che c'è da spartirsi.
L'italietta dei giovani già vecchi, fiacchi nelle idee, passioni, ardore, furore adagiati placidi sul calore dei piedi comodi nelle scarpe tanto sopite e la mente bacata dai futili vessilli.
C'era un tempo il BelPaese, quello che animava con i paesaggi e la compostezza delle sue tradizioni i desideri ed il cuore di chi lo guardava da lontano.
Eccolo oggi il BelPaese martoriato da chi ne tesse le fila più spesse, abbandonato al suo destino da chi già stenta ad interpretare il proprio destino.

Era un tempo l'Italia, la culla di grandi uomini, il palcoscenico di una natura talentuosa; l'Italia luminosa aggrappata alla sua storia ed all'incanto delle sue arti.
E' l'Italietta trasandata, l'italietta consumata dalle rughe di questo nostro maledetto frenetico tempo che si avvia verso il viatico.

E' l'Italia che non riconosco più, che in realtà, sto sforzandomi adesso di conoscere

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martedì, 01 aprile 2008

Elogio del bacio

Perchè un bacio è motivo di scompiglio?
Ci sono tanti baci, e quel che io adoro è il bacio vero.
E' il bacio delle labbra che si afferrano l'un l'altra
bramose di carezzarsi.
Bramose di saggiarsi nella loro tenera genuinità.

E' di quel bacio, che spesso è fuggente e poche volte meditato
che lo spirito dell'uomo vuole saziarsi infinitamente.

Solo dopo quel rintocco di labbra dalla breve o lunga
ma intensa durata l'universo so fa piccolo
e quel che resta intorno è calore.

E dopo lo schiocco, quando le labbra dell'altra sembrano
lambire ancora le proprie come un fantasma, resta
la gioia di dire di aver davvero baciato.

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postato da raffaelegreco alle ore 19:09 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: pensieri, politica, riflessioni

venerdì, 15 febbraio 2008

Sciocche riflessioni sulla politica

Se mi chiedessero "tu credi nella politica?" io risponderei "certo, ci credo".
In fondo chi non è, sin da quando inizia ad essere padrone delle proprie azioni, un pò politico. La politica è arte della scelta, della decisione; altro se non il riflesso collettivo della determinazione personale?
La domanda corretta da pormi è un'altra: "Tu credi nei politici?"; qui posso rispondere con un sonoro "no!".

Qual'è il ruolo del politico? Tiberio Gracco ai romani quando si accingeva ad ottenere l'attuazione della lex agraria lo spiega bene: colui che incarna e dà risposta alle necessità del popolo. Io allora dire, è il tramite tra le soluzioni e i problemi della collettività.
Il bisogno, lo stato di bisogno: è questo il male maggiore dell'Italia. Sarebbe superficiale da parte mia concordare con chi si ostina a presentare la nostra Beneamata come l'ultima stella d'Europa. Ma come si dice, "l'orto del vicino è sempre più verde".

Decadimento della nostra Italia ha il suo filo conduttore con la crisi morale. E quando parlo di morale non mi riferisco a quella di alto rango scaldata dall'alito della religiosità (di quella ne lascio parlare altri, più esimi di me).
Intendo parlare io di una moralità più bassa, più terrena. Del giusto, dell'equo.
E' il labile disfarsi di questa moralità che conduce allo sfacelo, altro che politica o politici. Quest'ultimi, a ben vedere, che cosa sono se non l'ultima ruota del carro? Vengono eletti, mica si autoproclamano guida del Paese! Allora è a questo anello che la catena è debole: se appoggi un partito di risaputi vili, ladri, mafiosi, bugiardi, quella schifezza te la trovi a governare.
Per il resto della vita quelli si fanno chiamare "Onorevoli!", ma sono i luridi di sempre.

I vili continueranno a vivere e prenderanno decisioni da vili, i ladri da ladri, i mafiosi da mafiosi, i bugiardi da bugiardi.

"E i partiti?"
Se alla fonte dei partiti vi sono quegli ebbri, ed il marcio sta già alla radice è meglio che i partiti li butti giù per la latrina.

"E i programmi? Ogni governo deve rispettare un programma. Puoi candidare anche mafiosi, ma il programma è vincolante!"
Ah, dimenticavo di parlarti dei programmi. Quelli sono più volatili delle foglie secche scosse dal vento d'autunno.

Sono più drastico di un inquisitore: il politico che contravviene ai suoi doveri, e conduce sul lastrico un popolo deve essere castigato con la morte. Ma in fondo, spremiamo le meningi! Dovremmo castigare con la morte anche chi il politico l'ha appoggiato e chi continua ad appoggiarlo.

La decadenza è il prodotto dell'ostinato cavalcare l'onda dell'immoralità. Chiunque direttamente o indirettamente ha gradito senza rimpianto le prebende derivanti dai privilegi della politica (basta scavalcare la lista delle prenotazioni specialistiche in ospedale con l'aiuto di un amico infermiere magari raccomandato da un primario a sua volta ben raccomandato da direttore generale scelto dal politico!).

Parla pure male della classe dirigente, ma poi ti renderai conto anche tu di essere un pò uomo politico.

"Stai ancora lì a credere nella politica?". Certo, ci credo.

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postato da raffaelegreco alle ore 13:00 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, riflessioni

Chi sono

Utente: raffaelegreco
Nome: Raffaele Greco
"Amo le sfide,ma odio quando il muro che ho davanti sembra insormontabile. Amo lottare per una giusta causa ma odio sentirmi solo in questo mio affanno. Amo le persone che mi amano e me lo dimostrano ogni giorno e le odio quando mi deludono lasciandomi solo".


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