Se mi chiedessero
"tu credi nella politica?" io risponderei "certo, ci credo".
In fondo chi non è, sin da quando inizia ad essere padrone delle proprie azioni, un pò politico. La politica è arte della scelta, della decisione; altro se non il riflesso collettivo della determinazione personale?
La domanda corretta da pormi è un'altra:
"Tu credi nei politici?"; qui posso rispondere con un sonoro "no!".
Qual'è il ruolo del politico?
Tiberio Gracco ai romani quando si accingeva ad ottenere l'attuazione della
lex agraria lo spiega bene: colui che incarna e dà risposta alle necessità del popolo. Io allora dire, è il tramite tra le soluzioni e i problemi della collettività.
Il bisogno, lo stato di bisogno: è questo il male maggiore dell'Italia. Sarebbe superficiale da parte mia concordare con chi si ostina a presentare la nostra Beneamata come l'ultima stella d'Europa. Ma come si dice, "l'orto del vicino è sempre più verde".
Decadimento della nostra Italia ha il suo filo conduttore con la crisi morale. E quando parlo di morale non mi riferisco a quella di alto rango scaldata dall'alito della religiosità (di quella ne lascio parlare altri, più esimi di me).
Intendo parlare io di una moralità più bassa, più terrena. Del giusto, dell'equo.
E' il labile disfarsi di questa moralità che conduce allo sfacelo, altro che politica o politici. Quest'ultimi, a ben vedere, che cosa sono se non l'ultima ruota del carro?
Vengono eletti, mica si autoproclamano guida del Paese! Allora è a questo anello che la catena è debole: se appoggi un partito di risaputi vili, ladri, mafiosi, bugiardi, quella schifezza te la trovi a governare.
Per il resto della vita quelli si fanno chiamare "Onorevoli!", ma sono i luridi di sempre.
I vili continueranno a vivere e prenderanno decisioni da vili, i ladri da ladri, i mafiosi da mafiosi, i bugiardi da bugiardi.
"E i partiti?"
Se alla fonte dei partiti vi sono quegli ebbri, ed il marcio sta già alla radice è meglio che i partiti li butti giù per la latrina.
"E i programmi? Ogni governo deve rispettare un programma. Puoi candidare anche mafiosi, ma il programma è vincolante!"
Ah, dimenticavo di parlarti dei programmi. Quelli sono più volatili delle foglie secche scosse dal vento d'autunno.
Sono più drastico di un inquisitore: il politico che contravviene ai suoi doveri, e conduce sul lastrico un popolo deve essere
castigato con la morte. Ma in fondo, spremiamo le meningi! Dovremmo castigare con la morte anche chi il politico l'ha appoggiato e chi continua ad appoggiarlo.
La decadenza è il prodotto dell'ostinato cavalcare l'onda dell'immoralità. Chiunque direttamente o indirettamente ha gradito senza rimpianto le prebende derivanti dai privilegi della politica (basta scavalcare la lista delle prenotazioni specialistiche in ospedale con l'aiuto di un amico infermiere magari raccomandato da un primario a sua volta ben raccomandato da direttore generale scelto dal politico!).
Parla pure male della classe dirigente, ma poi ti renderai conto anche tu di essere un pò uomo politico.
"Stai ancora lì a credere nella politica?". Certo, ci credo.
Technorati Profile