Se non riesco, almeno c'ho provato

Stralci di Vita, Pensieri e Riflessioni sul Mondo di un'aspirante Dandy.
sabato, 28 giugno 2008

Puoi catturarmi

Puoi catturarmi - foto tratta dalla reteContinuo ad odiarti per questo
Il tuo asfittico fiato sul collo accende la mia violenza, la mia brutalità
Eppure mi conosci: ero un infante la prima volta
che con voce rauca ti pregai di togliermi quegli occhi da caporale di dosso.
Eppure mi conosci: appena cerchi di incatenarmi al tuo
fastidioso controllarmi mi invento l'impossibile pur di evadere da te.

Insisti ancora, proprio nel momento in cui la tensione dentro di me si fa più fitta,
con la più classica perseveranza, quella diabolica.
Ma anche ora, come le altre volte, io evado: che ti piaccia o no!

Capisci che più il tuo desiderio di costringermi monta e più nuove si fanno le rotte della mie fughe?
Sta buona, sii furba e sagace: imbrigliami a te prendendoti burla del mio spirito libero. Sarà in quell'attimo che, inconsapevolmente, sarò sottoposto a te più di quanto tu stessa desideri.


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mercoledì, 25 giugno 2008

Nello studio del poeta

Nello studio del pittore, nello studio del poeta.
Quest'oggi le parole sono le mie tinte,
la biro il pennello a setola forte.
Sulla tavolozza dei miei versi mescolerò il verbo giusto
per ritrarti su quella tela di carta
che con quel verbo si tinge di te.
E' con versi che voglio ritrarti:
nelle rime rifletto i lineamenti
decisi del tuo corpo.
La metrica è l'ausilio di un talento nel dipingere
le espressioni di te in posa, calata nel set
polimorfo della vita.


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martedì, 24 giugno 2008

Filosofia di vita

La mia filosofia di vita
"Amo le sfide, ma odio quando il muro che ho davanti sembra insormontabile.
Amo lottare per una giusta causa ma odio sentirmi solo in questo mio affanno.
Amo le persone che mi amano e me lo dimostrano ogni giorno e le odio quando mi deludono lasciandomi solo".


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venerdì, 20 giugno 2008

Copriti che mi ecciti

A volte si è più sensuali vestiti, con un centimetro di pelle in libertà

Davanti a un quadro di Henry de Toulouse-Lautrec, una visitatrice esclamò scandalizzata: "Che vergogna. Una donna che si sveste in presenza di un uomo!". La sentì il pittore e subito precisò: "Guardi che non si sta spogliando: si sta vestendo". Vestirti e svestirsi rappresentano le due facce di una medaglia sospesa tra l'esibizionismo e la riservatezza, il candore e la sfacciataggine.
Nell'arte, un nudo maschile esprime potenza; uno femminile esprime sensualità. Nella vita, spogliarsi significa per tutti liberazione e seduzione.


Nudo? Siamo seri
Non scherziamo con il nudo! E' cosa troppo seria per essere presa sottogamba. Ricorrerò, dunque, a dotte citazioni, iniziando da quella summa sociologica cinquecentesca rappresentata dai Saggi di Michel de Montaigne.
Voi direte: ma cosa c'entra il filosofo francese con la felicità di spogliarsi? Ecco come. Il nobile Montaigne nacque nel 1553 in un castello presso Bordeaux, dove il padre fu sindaco. Educato "all'italiana" da genitori che conoscevano a fondo il nostro Paese, studiò, si sposò, divenne deputato e poi, a sua volta, sindaco di Bordeaux.
Girò mezza Europa per faccende diplomatiche e per cure termali, soffrendo sia di smanie politiche, sia di coliche renali. Morì a 59 anni, mentre ascoltava la messa, proprio al momento dell'elevazione.
Il suo nome è legato a un capolavoro, i Saggi: oltre mille pagine di riflessioni su tutto lo scibile umano: dalla tristezza delle passioni, dall'ozio alla gloria, dall'amicizia alla crudeltà, ma anche dai pronostici ai cannibali, dalle preghiere all'ubriachezza, dai pollici agli zoppi.

Da Montaigne alla spiaggia

Uno dei saggi è dedicato "all'uso di vestirsi". Perchè, si chiede Montaigne, alcuni popoli vanno completamente nudi? La cosa non può dipendere dal clima perchè, in molti casi, la temperatura dei Paesi in cui si va nudi è simile a quella in cui si va intabarrati. Del resto, noi che usiamo andare vestiti, lasciamo scoperte le parti più delicate come la bocca, il naso e le orecchie.
Se la natura ci avesse fatti per essere abbigliati, ci avrebbe dotati di penne come gli uccelli o di lana come le pecore. E se gli abiti servissero solo per coprire, perchè sarebbe tanta la differenza tra quelli di un ricco e di un povero, di un militare e di un prete? Montaigne ci lascia con questi interrogativi, senza darci risposte, ma sottintendendo che la maggioranza degli esseri umani si veste non per esigenze naturali ma per obblighi culturali.
A mio avviso la gente indossa abiti soprattutto per il piacere di spogliarsi. E più si è vestiti con indumenti abbondanti e ricercati, più intenso e sottile è il piacere di liberarsene. La nostra vita è tutta un coprirsi e svestirsi. Per convenienza, per comodità, per erotismo. Chi arriva a 80 anni, si è vestito e spogliato almeno 58.400 volte. Ma se il primo atto è considerato ovvio, quello di togliersi gli indumenti risponde a ragioni più complesse e intenzionali. Ci si spoglia per mettersi a letto e dormire senza l'intralcio degli abiti. Per fare la doccia. Per offrire il corpo allo sguardo e al tatto di altri, affinchè se lo godano in tutta la sua trionfante nudità.
Ci si spoglia privatamente tutto l'anno ma coralmente nelle spiagge d'estate.
Come per apprezzare la follia gaudiosa del carnevale, occorre il suo confronto con la tristezza lugrubre della quaresima; così, per apprezzare il nudo, occorre un corpo coperto da svelare.

Orli, sesso e madonne
Quando dico "spogliarsi" non intendo arrivare per forza al nudo integrale. Intendo quel sapiente dosaggio grazie al quale ogni centimetro di carne esibita finisce per rappresentare una sapiente concessione di chi mostra e un'ambita conquista di chi guarda.
Il sesso è l'orlo. E il desiderio dell'osservatore si appunta sul confine tra la parte coperta e la parte scoperta, in qualunque punto del corpo esse si trovino. Per dipingere la Madonna dei pellegrini conservata nella Chiesa di Sant'Agostino in Roma, Caravaggio si ispirò a una bella prostituta, con l'intento di restituircene tutta l'attrazione erotica. Per ottenere questo effetto blasfemo, il grande pittore fascia interamente il corpo della donna con un lungo abito scuro, ma lascia maliziosamente scoperto un candido, sensualissimo piede.
Il sesso è l'orlo tra l'abito e la carne. Perciò un corpo quasi del tutto nudo su una spiaggia estiva può essere meno erotizzante di un centimetro di carne rosa che balugina furtivo sotto la gonna di una signora che scende dal taxi.
Dunque, se volete che il vostro corpo seduca, copritelo!


Domenico De Masi

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giovedì, 12 giugno 2008

E quando sei con me...

Pensieri sparsi durante  una conversazione...

Quando non ci sei vorrei che ci fossi
E quando ci sei, io sto in pace col mondo intero.
La mia vita gira per il verso che deve.

E quando sei con me mi accorgo che il mondo è piccolo al cospetto di ciò che un cuore umano può finire per provare.

E quando sei con me le piccole cose assumono dimensioni immani.

E quando sei con me le cose semplici diventano straordinarie.

E quando sei con me un tramonto, il volo di un gabbiano, un dipinto, un’opera d’arte, una canzone o una preghiera non possono raggiungere un’altezza tale da rappresentarti.

E quando sei con me non c’è campo fiorito, prateria, lago o cielo stellato che possa darmi maggiore serenità. E quando sei con me nessuno sballo, nessuna sbornia può darmi e farmi lo stesso tuo effetto nel farmi sentire leggero, distante da problemi e cattivi pensieri.

E quando sei con me non c’è passato, né presente né futuro: ci sei tu, c’è vita.

E quando sei con me i miei occhi si illuminano, si allontanano dalla putredine che si vede in giro.

E quando sei con me anche la più piccola goccia d’acqua che casca a terra riempie un mare.

E quando sei con me non c’è concerto più appassionante o ritmo più coinvolgente che averti con me.

E quando sei con me non occorre microfono, megafono o altoparlante per far sentire forte quanto sono felice quando sei con me.

E quando sei con me, quando avvicini quel tuo sguardo al mio con dolcezza e appoggi le tue labbra alle mie: nessun urlo dall’alto di una rupe produce una eco maggiore.

E quando sei con me il brivido gelido del ghiaccio non ha lo stesso effetto del brivido che mi scorre nella schiena al solo stringerti.

E quando sei con me gettarsi nell’acqua del Polo è come farsi un bagno caldo rispetto al gelo che le tue labbra provocano scorrendo lungo il mio collo.

E quando sei con me, la delicatezza di un campo di grano è ruvida rispetto alla sensazione della tua pelle sotto le mie mani.
E quando sei con me un letto di piume non ha la stessa morbidezza e non mi da lo stesso brivido di quando accarezzo il tuo petto.

E quando sei con me, vorrei solo che continuassi ad essere con me.

E quando sei con me, un vulcano in eruzione è una candela al pari di quanto riesci a coinvolgermi e rendermi folle.

E quando sei con me un terremoto, un maremoto, uno tzunami hanno l’effetto del cadere di un sassolino al cospetto del vortice di vita e di energia che mi travolge quando sei con me.

E quando sei con me i fuochi d’artificio sono solo bengala rispetto allo spettacolo che ho di fronte… quando sei con me!



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"Amo le sfide,ma odio quando il muro che ho davanti sembra insormontabile. Amo lottare per una giusta causa ma odio sentirmi solo in questo mio affanno. Amo le persone che mi amano e me lo dimostrano ogni giorno e le odio quando mi deludono lasciandomi solo".


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