Se non riesco, almeno c'ho provato

Stralci di Vita, Pensieri e Riflessioni sul Mondo di un'aspirante Dandy.
giovedì, 27 marzo 2008

Pene, ferite e piaghe

E tu chi sei che al calare della sera
ti aggrappi ai miei pensieri?
Il tuo candore mi mette all'angolo,
lacera il mio corpo a scudisciate.

Un rogo avrebbe l'intensità di un cero
se visto con l'occhio di chi apprezza la scottante
intensità di ciò che sento dentro ogni volta
che le mie pupille si saziano della luce delle tue.

Continua a dilaniarmi. Se questo è il prezzo da
pagare affinchè io possa far breccia in te, scalfire
il tuo gelido animo.
Sarebbe la più dolce delle pene; un fardello schiacciante
che porterei addosso con orgoglio.

Quando mi darai pace? La tua compiacenza, il saperti mia
sarà l'unguento per lenire l'orrido sanguinare delle mie ferite,
per lenire il lezzo sgorgante dalle mie piaghe.

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categoria: pensieri, riflessioni, vita, il dandy

domenica, 23 marzo 2008

Giorno di Pasqua

Giorno di straordinaria follia....

Finalmente, l'aspettavo da anni

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categoria: riflessioni, vita

domenica, 09 marzo 2008

Una tortura, un'operazione chirurgica

Charles Baudelaire - Diari Intimi
Cercando nella polverosa biblioteca della mia università, è saltato fuori questo volumetto di scritti personali inediti del Baudelaire.
Una prima citazione sull'amore.

Razzi - Credo di aver già scritto nelle mie note che l'amore somiglia molto a una tortura o a un'operazione chirurgica. Ma questa idea può essere sviluppata nella maniera più amara.
Anche se i due amanti sono innamoratissimi e colmi di desideri reciproci, uno dei due sarà sempre più calmo o meno ossessionato dell'altro.
Uno dei due è il chirurgo o il carnefice; l'altro il paziente, la vittima.

[...] E il volto umano, che Ovidio credeva fatto a riflettere gli astri, ecco non ha più che un'espressione di ferocia folle, ovvero si distende in una specie di morte. Perchè crederei, certo, di commettere un sacrilegio, usando per questa specie di decomposizione la parola "estasi".
- Giuoco spaventoso, in cui bisogna che uno dei due giocatori perda il dominio di sè!
[...]


Tratto da "Charles Baudelaire - Diari Intimi"

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categoria: citazioni, pensieri, riflessioni

sabato, 01 marzo 2008

La Femme

La Femme fataleNella casa di Parigi di Andrè Breton, tra la fine del 1927 e il 31 gennaio del 1928 si svolsero sedute di autoanalisi collettiva dove si faceva anche il gioco della verità. In una delle sedute, Andrè Breton, con sua moglie Simone Breton, Benjamin Péret, Robert Desnos, Max Morise e Paul Eluard pensarono di mettere sotto esame La Femme, assegnando da -20 a +20 punti ai suoi diversi caratteri.

Eluard tracciò su una pagina bianca orizzontalmente i nomi dei partecipanti e verticalmente la lista delle caratteristiche. Dai seni ai capelli, dall’andatura all’altezza..., una cinquantina di voci che coprono un ampio ventaglio dell’eterno femminino.

Il catalogo da votare fu questo: seni, capelli, bocca, occhi, denti, gambe, ventre, braccia, peli, lingua, sesso, natiche, mani, orecchio, piedi, nuca, collo, anche, andatura, sonno, modo di svestirsi, pudore, voce, riso, sguardo, naso, pulizia, cortesia, volgarità, cattiveria, bontà, perversione, rigore, odore, profumi, nome, silenzio durante l’amore, iniziativa, giovinezza, vecchiaia, tenerezza, gelosia, libertà mentale, altezza, eleganza, estraneità, autoritarismo.

Ne uscirono voti abbastanza omogenei: occhi, sguardo, seni, collo, mani ebbero la meglio sul lato B. Il modo di vestirsi, la pulizia, l’iniziativa risultarono più apprezzati della voce e dell’altezza.

E mentre l’eleganza ebbe la sua parte, le belle maniere, sinonimo d’ipocrisia borghese, non vennero apprezzate: voto zero.

Ma il voto più basso, -20, andò al pudore, alla gelosia, al silenzio nel fare l’amore e alla volgarità; mentre il più alto, +20, andò alla libertà mentale, alla perversità e alla stravaganza.

Insomma, già allora – intellettuali o meno – eravamo alle solite: nell’amore, meglio le cattive che le brave ragazze!

 

Tratto da Corriere della Sera



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categoria: citazioni, pensieri, frivolezze

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Nome: Raffaele Greco
"Amo le sfide,ma odio quando il muro che ho davanti sembra insormontabile. Amo lottare per una giusta causa ma odio sentirmi solo in questo mio affanno. Amo le persone che mi amano e me lo dimostrano ogni giorno e le odio quando mi deludono lasciandomi solo".


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