Se non riesco, almeno c'ho provato

Stralci di Vita, Pensieri e Riflessioni sul Mondo di un'aspirante Dandy.
mercoledì, 30 gennaio 2008

La follia rende le donne amabili

Seconda ed ultima citazione dal capolavoro letterario di Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia.

[...] Le donne se ponderassero bene la questione, dovrebbero considerare come un dono della Follia il fatto di essere, sotto molti aspetti, più fortunate degli uomini.
Innanzitutto hanno il dono della bellezza, che giustamente mettono al disopra di tutto, contando su di essa per tiranneggiare i tiranni.

Quanto all'uomo, di dove gli viene l'aspetto rude, la pelle ruvida, la barba folta, e un non so che di vecchio, se non dal vizio del senno? Le donne, invece, con le guance sempre lisce, con la voce sempre esile, con la pelle morbida, danno quasi l'impressione di una eterna giovinezza.

Ma che altro desiderano poi in questa vita, se non piacere agli uomini quanto più è possibile? Non mirano forse a questo le acconciature, cure, i belletti, i bagni, le creme, i profumi, tanti artifici per abbellirsi, dipingere e mascherare il volto, gli occhi, la pelle?
Quale altro motivo le rende apprezzabili agli uomini se non quello della follia? Che cosa mai non concedono gli uomini alle donne? E in cambio di che, se non del piacere? E le donne deliziano proprio per la loro follia.
Non si può negare questa verità se si pensa a tutte e sciocchezze che un uomo dice a una donna e che fa ogni volta che si mette in testa di prendere piacere da una femmina. Ecco da che fonte sgorga il primo e principale diletto della vita.

Tratto da "Erasmo da Rotterdam - Elogio della Follia"

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martedì, 29 gennaio 2008

La fortuna sostiene i folli

[...] la fortuna ama gli imprudenti, gli audaci, quelli che adottano il mondo "il dado è tratto". La saggezza, invece, rende piuttosto timidi;
perciò comunemente vedete questi sapienti impegnati a combattere con la povertà, con la fame, con il fumo delle illusioni, li vedete vivere dimenticati, senza prestigio, senza simpatie; mentre i folli, pieni di denaro, raggiungono alte cariche dello Stato e, per dirla in breve, prosperano in tutti i sensi. Infatti, se si ripone la felicità nel favore dei principi, nell'entrare a far parte della cerchia di quelle divinità dorate e gemmate, che c'è di più inutile della sapienza, anzi di più aborrito presso gente del genere? Se si vogliono fare i soldi, che cosa può guadagnare un mercante attenendosi alla sapienza? Se terrà in qualche conto gli scrupoli dei sapienti sul latrocinio e l'usura, avrà ripugnanza a giurare il falso; colto a mentire, arrossirà.
Se si desiderano onori o benefizi ecclesiastici, un asino o un bufalo potrà aggiudicarseli prima del sapiente.

Se è il piacere che ti muove, le fanciulle, che in questa storia hanno il posto d'onore, si danno di tutto cuore ai folli, mentre hanno orrore del sapiente e lo fuggono come fosse uno scorpione. Infine, chiunque si promette una vita in qualche misura lieta, comincia con l'escludere il saggio, tollerando piuttosto qualunque altro animale.
In breve, da qualunque parte tu ti volga, presso pontefici, prìncipi, giudici, magistrati, amici, nemici, grandi e piccoli, tutto si ottiene col danaro alla mano; ma il saggio disprezza il danaro, e perciò, di solito, da lui ci si tiene lontani con la massima cura. [...]

Tratto da "Erasmo da Rotterdam - Elogio della Follia"

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mercoledì, 23 gennaio 2008

La donna per il dandy

Tratto da Il Dandy

[...] Più grandi sapremo considerare le donne, migliori sapremo essere di noi. E viceversa.[...]

L'archetipo maschile in cui noi ci identifichiamo è quello cavalleresco, il più classico ed ancestrale. Se in quest'ottica la coscienza dell'Uomo aspira ad un ideale di Onore e Valore, il suo reciproco femminile è nella Grazia. Ogni donna porta in sé una Principessa, che dal suo piedistallo è ispiratrice, consigliera, desiderio, riposo del guerriero, ornamento supremo di se stessa e dell'uomo che l'accompagna, principio primo e termine ultimo di gran parte della nostra immaginazione.
Nietsche sostiene che l'uomo sia attratto dal gioco e dal rischio, e che sia la donna il gioco più pericoloso.

[...] Ogni degradazione, ogni banalizzazione del femminile comporta una perdita della nostra dignità virile, e Dio sa se non vorremmo che sempre più donne comprendessero che è anche vero il contrario. Guai all'Uomo che manchi ai suoi doveri galanti ed alla Donna che tradisca la sua naturale aspirazione alla Grazia, madre elettissima dell'Eleganza. [...]
[...] Non siamo certo noi a poterLe dire cosa fare o cosa essere, ma ci sia concesso dichiarare un punto di vista, un modo di sentire che ha generato grandi risultati e che ancor oggi ispira ed incanta. Di fronte alle ragazze sedute per terra come maschiacci, inclini ad un turpiloquio che sembra liberarle ed invece le condanna, ci piace evocare le icone immortali di una Maria Callas, di Grace Kelly, di Jaqueline Kennedy.[...]

[...] Il compito più difficile è cogliere l'inesprimibile segreto che le ha rese così grandi. Poiché la semplice imitazione è dannosa quanto impossibile, è ovvio che ognuno di noi, Uomo o Donna che nasca, deve saper trovare il proprio stile. Eppure, se le strade personali saranno diverse, in questa ricerca occorre sapere quale sia la direzione da prendere.[...]

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Nome: Raffaele Greco
"Amo le sfide,ma odio quando il muro che ho davanti sembra insormontabile. Amo lottare per una giusta causa ma odio sentirmi solo in questo mio affanno. Amo le persone che mi amano e me lo dimostrano ogni giorno e le odio quando mi deludono lasciandomi solo".


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