Se non riesco, almeno c'ho provato

Stralci di Vita, Pensieri e Riflessioni sul Mondo di un'aspirante Dandy.
lunedì, 31 dicembre 2007

Gentile 2008...

Gentile 2008,
mancano poche ore al tuo arrivo e come ogni ospite gradito l'intero mondo ti aspetta con impazienza. Scoccheranno come dardi i tappi e scorreranno fiumi di champagne per celebrarti, nelle piazze di tutto il pianeta si respirerà aria di festa e rinnovamento. Nei locali questa notte si aspetterà l'alba del nuovo anno.
Chi ti ha preceduto ha ricevuto al suo arrivo un'accoglienza simile: tante le speranze, i propositi di noi uomini animali da addomesticare, concentrato di sogni, passioni, carne ed ossa.
Abbiamo confidato nei tuoi predecessori per fare ed ottenere cose grandiose rimanendo il più delle volte delusi: nei tuoi confronti non c'è, per buona pace tua, altrettanta aspettativa.

Una volta si diceva con tono speranzoso, "anno nuovo vita nuova".
E' un pezzo che nessuno ce lo dice più: sarà che l'anno è nuovo, ma la vita è sempre la stessa se non più difficile.
Gentile 2008, da te vogliamo piccole cose: solo partendo da quelle che si giunge alla realizzazione delle grandi. Non ti chiediamo uno sforzo immenso! ti chiediamo di portare con te un bagaglio di buon senso e solidarietà da distribuire a i pochi che il mondo se lo giocano come i denari al tavolo da poker ed un pò di grinta e coraggio da donare ai molti che subiscono gli esiti di quella partita.

Sicuro del tuo impegno rispetto a questi semplici propositi, attendiamo ansiosi il tuo arrivo promettendoti una allegra accoglienza.

Affettuosamente tuoi...


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categoria: riflessioni

domenica, 30 dicembre 2007

Elogio della conoscenza e del sapere

"Il vero filosofo è colui che ama la conoscenza nella sua totalità" argomenta Platone quando si trova di fronte alla necessità di giustificare il perchè delle sue teorie statalistiche centrate sulla posizione eminente dei filosofi, innalzati al ruolo di custodi della sua utopica Repubblica.

Filosofare non credo sarà mai il mio ruolo, ma la mia ammirazione per il sapere è sempre stata fervida; e quando parlo di sapere mi riferisco a quello saggio, dei grandi pensatori di oggi e di un tempo.

Il mio gruccio più grande? La consapevolezza che ci sarà sempre qualcosa di cui non avrò conoscenza. Il mondo gira così velocemente che corrergli dietro è un incredibile affanno. Ogni concetto affermato oggi è frutto di deduzioni che partono da lontano e che è suscettibile di evolversi o sparire con il volgere delle deduzioni future.

Constatare tutto ciò mi avvilisce e mi affascina al tempo stesso. L'onniscienza non è roba di questo mondo! E ciò che mi fa incazzare del mondo d'oggi è la sempre maggiore tendenza all'allontanamento dal vero sapere in cambio di un sapere frenetico e superficiale.

Il ritmo incontrollato ed incontrollabile della quotidianità odierna pretende di affermare una conoscenza sommaria delle cose: un tipo di conoscenza che esula da deduzioni ragionate, che porta con se non solo il rischio di svilire la grandiosità della tradizione culturale ma al tempo stesso rischia di creare generazioni lontane molte miglia dalle precedenti che, formatesi attorno al senso dell'educazione ed erudizione, hanno deciso le sorti del mondo fino ad oggi.

C'è talmente tanto da sapere che non so da cosa cominciare!



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categoria: riflessioni

domenica, 30 dicembre 2007

Quel grazie che ti fa sentire più grande

La gratitudine oggi lascia il posto all'irriconoscenza ed all'indifferenza. Elementi dagli effetti dolorosi per chi si sforza di volere il bene e la felicità delle persone.Se volessi farmi pagare per ogni grazie che la gente mi deve non ci sarebbero cambiali che basterebbero.
Ho sempre preferito affidarmi alla sensibilità ed all'educazione del prossimo, piuttosto che rinfacciare i miei gesti rivolti alle persone che per me contano. Eppure a tirar le somme, pare che abbia spesso sbagliato.
La moneta con la quale il più delle volte sono stato ripagato è stata quella dei voltafaccia, se non il torpiloquio gratuito rivolto a colpire la mia immagine e reputazione di fronte agli altri.

Virtù dell'essere come sensibilità ed educazione cedono il passo all'indifferenza verso il prossimo. Un peccato mortale questo, canterebbe Jovanotti, un tentato omicidio dico io.
Di fronte alla presenza costante, alla premura ed all'interesse per il bene del prossimo (con o senza interferenze di tipo affettivo/sentimentale) la sparizione di un minimo di riconoscenza  produce nella persona lo stesso dolore di quello materialmente producibile con una pugnalata.

Ho imparato, col tempo, a sopportare ed assorbire la totale mancanza di gratitudine per il mio affannarmi in favore del bene e felicità delle persone. Ciò malgrado basterebbe pronunciare una semplice parola... quel "grazie" che, anche se non detto con il cuore ma per solo senso del rispetto, mi appagherebbe e mi farebbe sentire comunque più grande.

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categoria: riflessioni, vita

venerdì, 28 dicembre 2007

Sul senso del dovere

Brano tratto dal volume "Dialogo intorno alla repubblica" di Norberto Bobbio (B) e Maurizio Viroli (V).

V. [...]  la legge non può da sola realizzare il fine di conservare una buona comunità democratica e liberale; ha bisogno dell'aiuto di quel sentimento interiore che è il senso del dovere. [...]
Come si fa a far nascere il senso del dovere dove esso manca?

B. Con l'educazione. Perchè si parte dal presupposto che l'animale uomo sia da addomesticare. L'educazione è principalmente l'imposizione di doveri, non sollecitazione di diritti.

V. [...] Il vero educatore è solo chi ha autorità morale. E' solo la persona che suscita rispetto, autorevolezza. [...]
Una volta, la prima e più importante autorità morale erano i genitori; oggi i genitori capaci di esercitare sui figli un'autorità morale sono rari. C'era la scula; oggi non mi pare che ci siano molti insegnanti che sappiano, o vogliano, essere degli educatori capaci di stimolare il senso del  dovere. C'erano i partiti politici; con tutti i loro difetti i vecchi partiti politici erano scuole di educazione civile; [...]
Non ti sembra che ci sia una carenza di autorità morali laiche in grado di svolgere una funzione di educazione civile?

B. [...] Il fatto che i giovani siano troppo spesso cinici, arroganti, consumisti, dipende da un senso della nullità della vita. Poichè la vita non ha un senso ci si può autodistruggere.
Sono tutti fenomeni che rivelano la mancanza di un'autorità morale. Non c'è dubbio che l'assenza di un'autorità morale è dovuta anche al declino dei vecchi partiti politici. [...]
Che autorevolezza morale hanno i partiti come quello di D'Antoni o Mastella?
Ma il fatto più grave è che oggi non ci si vergogna più di nulla, mentre tieni presente che il senso della vergogna è sempre stato il segno dell'esistenza del sentimento morale.

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categoria: riflessioni

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Blogger: raffaelegreco
Nome: Raffaele Greco
"Amo le sfide,ma odio quando il muro che ho davanti sembra insormontabile. Amo lottare per una giusta causa ma odio sentirmi solo in questo mio affanno. Amo le persone che mi amano e me lo dimostrano ogni giorno e le odio quando mi deludono lasciandomi solo".


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